Recensione Strane creature di Tracy Chevalier – Neri Pozza

Parevano disegni incisi nella roccia. Era difficile pensare che un tempo fossero vive, avevano l’aria di essere lì da sempre, intrappolate nella pietra grigia.

Ispirato a personaggi realmente esistiti, con “Strane creature” Tracy Chevalier narra le vicende dei primi ritrovamenti fossili nella località inglese di Lyme Regis.

La storia è narrata attraverso il punto di vista alternato di Mary Anning ed Elizabeth Philpot. A Mary Anning va il merito di avere rinvenuto il primo Ittiosauro e il primo plesiosauro. È la prima donna cercatrice di fossili che fin da bambina è cresciuta sulla spiaggia di Lyme Regis a rovistare insieme al padre e al fratello nella sabbia e nella fanghiglia a caccia di “ninnoli”.

La sua strada si incontra con quella di Elizabeth Philpot , una zitella londinese che si è trasferita a Lyme con le altre sue sorelle, Margaret e Louise, anche loro bizzarre zitelle. Elizabeth è un’appassionata di Storia Naturale e ben presto con la guida di Mary Anning diventa anche lei una cercatrice appassionata soprattutto di pesci fossili.

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Storie d’Irlanda #1 Kildare. Santa Brigida tra leggenda e realtà

C’è un punto che conoscevo, non molto distante da qui, in cui sorge un tempietto dedicato a santa Brigida, altresì chiamata “La dama bianca”, spiegò alzando lo sguardo. Sebbene il santuario si trovi lì da tantissimo tempo, da molto prima che santa Brigida venisse in Scozia.

Ho scoperto la figura di santa Brigida d’Irlanda (da non confondere con la sua omonima svedese) così casualmente leggendo “Il cerchio di pietre” di Diana Gabaldon.

Seconda patrona d’Irlanda dopo san Patrizio, vissuta tra il 451 e il 525, è realmente esistita, ma la sua figura è avvolta da un alone di leggenda e di mistero.

Sulla guida “Irlanda” di National Geographic si legge: “Quando san Patrizio e i primi missionari cristiani arrivarono in Irlanda decisero di collaborare con la religione druidica ufficiale delle popolazioni celtiche irlandesi. Costruirono gran parte delle chiese e dei monasteri sui siti già ritenuti sacri e mostrarono rispetto per i capi”.

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Recensione Film Persuasione di Netflix

Assassinato.

Il libro di Jane Austen “Persuasione” (la mia recensione QUI) è stato fatto a pezzi, ammazzato dall’omonimo film prodotto da Netflix per la regia di Carrie Cracknell.

Il film ha in comune con il capolavoro di Jane Austen solo il titolo, perché per il resto è stata portata in scena una storia completamente diversa che si discosta così tanto dall’originale (in maniera negativa ovviamente) da essere imbarazzante.

Qualcuno già inorridito alla vista del trailer, mi aveva avvisato di tenermi alla larga, ma siccome a mio avviso non si giudica un film dal trailer così come non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina, l’ho voluto guardare a mio rischio e pericolo…

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L’erbario di Claire Fraser #1 Sorbo selvatico

Cominciai a sentire un formicolio alle guancia intorpidita; portandomi una mano al viso, palpai un disegno di piccole protuberanze. Abbassai lo sguardo e notai uno strato di sorbole cadute a terra, luccicanti di rosso e nero tra l’erba. Molto azzeccato, pensai con vago umorismo. Ero svenuta sotto un sorbo selvatico, la protezione delle Highlands contro stregoneria e incantesimi.

Da Il cerchio di pietre di Diana Gabaldon

I libri di Diana Gabaldon della serie “Outlander” ambientati nella Scozia del settecento sono pieni di tanti spunti di approfondimento, in particolare fin dal primo libro “La straniera” (la mia recensione QUI), è evidente che l’autrice sia un’appassionata di botanica.

È incredibile come la cultura, il folklore e le leggende siano strettamente intrecciate alla storia delle piante.

Prendete il sorbo selvatico. C’è una scena molto importante nel libro “Il cerchio di pietre” in cui Claire intraprendere di nuovo un viaggio nel tempo e fa ritorno nella Scozia del settecento. Dopo avere attraversato il misterioso cerchio di pietre a Craigh na Dun, la nostra Claire si risveglia sotto un sorbo selvatico: “una protezione delle Highlands contro stregoneria e incantesimi”.

In Gran Bretagna, ma anche in alcune zone dell’Italia del nord come il Friuli Venezia Giulia e la zona di Cadore, sin da tempi antichissimi il sorbo era l’albero più utilizzato come protezione contro i fulmini, ma anche contro i malefici in generale e veniva piantato all’esterno delle case e davanti alle chiese per respingere le streghe.

Quindi mi viene da pensare che facendo risvegliare Claire dopo il suo viaggio nel tempo proprio sotto un Sorbo selvatico, Diana Gabaldon abbia voluto non solo sfatare il mito che il sorbo protegga dalla stregoneria, ma soprattutto sottolineare la superstizione della Scozia dell’epoca dove molte persone non credevano che una donna potesse avere delle conoscenze mediche e pertanto adducevano le sue capacità di guarigione a pratiche magiche, quando in realtà Claire era un’infermiera militare!

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Recensione Agatha Raisin e la quiche letale di M.C. Beaton

“E quale è stato il verdetto?” “Morte accidentale, ma lo ha ucciso lei, Agatha Raisin. Lei lo ha assassinato con la sua perfida quiche straniera, è come se lo avesse pugnalato.” Gli occhi di Agatha fiammeggiarono. “Io uccidero’ te, maligna di una befana, se non ti levi dalle palle.”

Ironica, divertente, arguta e politicamente scorretta: Agatha Raisin è questo e molto di più! Pubblicato in Italia da Astoria, “La quiche letale” è il primo episodio delle avventure di Agatha Raisin, una detective improvvisata nella campagna inglese, creata dalla penna di M.C. Beaton, pseudonimo di Marion McChesney, prolifica scrittrice britannica sia di romanzi gialli che rosa.

Agatha Raisin è una grintosa cinquantenne inglese, donna in carriera dalle origini umili e dall’infanzia infelice che un giorno chiude la sua società di pubbliche relazioni e da Londra si trasferisce nella campagna inglese: le Cotswolds!

Il sogno di una vita eppure Agatha si sente un pesce fuor d’acqua, non conosce nessuno e sarebbe disposta a tutto pur di diventare popolare e farsi accogliere dalla chiusa e diffidente comunità del villaggio di Carsley.

Cosa c’è di meglio che partecipare a una gara culinaria? Peccato però che il giudice di gara muoia dopo avere mangiato la sua quiche…

Da quel momento prendono il via le sue rocambolesche avventure come detective improvvisata e finirà ancora di più di cacciarsi nei guai!

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Recensione Manuale per signorine in cerca di marito (ricco) di Sophie Irwin – Mondadori

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“Solo i ricchi possono permettersi il lusso dell’onore“, ribatté lei gelida. “E solo gli uomini hanno il privilegio di cercarsi da soli la fortuna. Io ho quattro sorelle che dipendono da me, e le professioni aperte alle donne come me – governante, cucitrice forse – non basterebbero a sfamarne e vestirne nemmeno la metà. Che cosa mi resta da fare se non cercare un marito ricco?

Esiste un manuale per accalappiare l’uomo giusto? Assolutamente no e anche per una cacciatrice di dote spietata e calcolatrice come Kitty Talbot cupido potrebbe metterci lo zampino a mandare all’aria ogni buon proposito…

“Manuale per signorine in cerca di marito (ricco) di Sophie Irwin è un Regency auto conclusivo pubblicato in Italia da Mondadori. Jane Austen ci ha abituato ai matrimoni d’amore, ma in realtà all’epoca della Reggenza le unioni coniugali spesso e volentieri erano matrimoni d’interesse tra una ricca ereditiera e un nobile pieno di soldi.

Kitty Talbot, la protagonista del libro è invece una cacciatrice di dote, ma per una buona causa: nel giro di pochi mesi deve convolare a nozze con un buon partito per salvare se stessa e le sue giovani quattro sorelle dalla rovina finanziaria in cui le hanno lasciate i defunti genitori.

Kitty affronta La Stagione londinese agguerrita e determinata ad accalappiare uno scapolo ricco, peccato però che abbia messo gli occhi sul giovanotto sbagliato: Archie infatti ha un fratello maggiore, Lord Radcliffe, estremamente protettivo che intuisce subito le cattive intenzioni della signorina Talbot.

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Recensione Persuasione di Jane Austen

Si conobbero poco a poco, e, una volta conosciuti, si amarono subito e profondamente. Sarebbe difficile dire chi dei due avesse veduto nell’altro una maggiore perfezione, o chi dei due fosse stato il più felice.

Pubblicato postumo nel 1818 dopo la morte dell’autrice, “Persuasione” è considerato la sua opera più matura e anche quella più autobiografica.

Sulla vita di Jane Austen e sul suo modo di essere sappiamo poco e solo quello che la sua famiglia ci ha voluto tramandare. È infatti notoria la scelta di sua sorella Cassandra di bruciare gran parte delle lettere scritte da Jane Austen per evitare speculazioni sulla sua figura.

Leggendo “Persuasione” non ho potuto fare a meno di pensare a quanto Anne Elliot somigliasse a Jane Austen. Sia Anne che Jane sono dotate di un’intelligenza raffinata, di una ricchezza interiore e di un certo equilibrio che le spinge a fare di necessità virtù.

La mia idea di una piacevole compagnia, signor Elliot, è la compagnia di persone intelligenti, colte, in grado di conversare; è questa che io chiamo piacevole compagnia.

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Recensione Il Visconte che mi amava di Julia Quinn – Mondadori

L’argomento dei libertini è già stato ovviamente discusso in queste colonne e l’Autore è giunto alla conclusione che esistano libertini e Libertini. Anthony Bridgerton è un Libertino.

“Il Visconte che mi amava” di Julia Quinn è il secondo libro della serie Bridgerton, pubblicato in Italia da Mondadori e dal quale è tratta la seconda stagione dell’omonima serie Tv di Netflix.

Sapete che adoro i Regency eppure il primo libro della serie, “Il Duca e io” ( la mia recensione QUI), non mi aveva convinta completamente, per cui ho approcciato a “Il Visconte che mi amava” un po’ guardinga e invece mi sono trovata completamente coinvolta in una storia spassosa, romantica e divertente che mi ha conquistato completamente!

Il personaggio di Anthony Bridgerton, il Visconte appunto, mi era già piaciuto ne “Il Duca e io” e nel Romance si sa che se il protagonista maschile piace, già partiamo con il piede giusto!

Ho amato molto il modo in cui Julia Quinn ha sviluppato il tema “Enemies to Lovers” ovvero quando lui e lei si odiano, ma poi Cupido ci mette lo zampino e qualcosa cambia tra loro fino a scoppiare l’amore.

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Recensione Delitti a Fleat House di Lucinda Riley – Giunto Editore

“Sono preoccupatissimo, ispettrice Hunter. Preoccupatissimo. Un decesso potevamo gestirlo, ma due… due iniziano a diventare pericolosi.”

Gifted by

“Delitti a Fleat House” è un romanzo Giallo pubblicato in Italia da Giunti Editore ed uscito postumo dopo la morte di Lucinda Riley. Si tratta di un romanzo degli esordi, quando l’autrice non era ancora diventata famosa e all’epoca il libro fu rifiutato dagli editori, pertanto viene pubblicato ora per la prima volta.

Pur essendo una storia scritta quando Lucinda Riley non era ancora una scrittrice di professione, il libro non sembra assolutamente scritto da un’esordiente, ma esprime una certa maturità letteraria, però purtroppo la storia non ha niente a che vedere con le storie travolgenti a cui l’autrice ci ha abituato.

Questo, non solo e non tanto, perché “Delitti a Fleat House” è un Giallo, ma indubbiamente la storia manca di brio, dimostrando a mio avviso che il Giallo non era il punto di forza dell’autrice…

Nel complesso il libro mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire e ci sono degli aspetti che non mi hanno convinto.

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Recensione Un’alleanza pericolosa di Jennieke Choen – Mondadori

Quale uomo con un titolo e una posizione sposerebbe un topo di biblioteca come te?

“Un’alleanza pericolosa” è un romanzo auto conclusivo di Jennieke Choen pubblicato in Italia da Mondadori e che io ho letto con il gruppo di di Serena di “Sololibrisery” su Instagram.

Il libro viene presentato come un Regency dalle sfumature Mystery, una lettura carina e divertente, ma che a causa di alcuni aspetti critici non mi fa gridare al capolavoro.

Perlomeno per me che sono una lettrice forte del genere, in questo libro il Mystery è pressoché inesistente e fin da subito il lettore intuisce chi possa esserci dietro le misteriose aggressioni alla giovane Lady Victoria Aston.

Questo aspetto è talmente scontato che mi ha lasciato davvero molto perplessa e sicuramente questa dimensione “crime” poteva esse sviluppata meglio. Quindi piuttosto che un Murder Mystery, il libro è soprattutto un Historical Romance e la dimensione Regency è il suo punto di forza e anche ciò che mi ha fatto apprezzare di più questo libro.

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